STORIA

L’ACRD Acicatena Calcio è la squadra di calcio principale della città di Aci Catena, militante nel campionato provinciale di Catania di 3° Categoria. Fondata nel 1973 dalle ceneri della storica “Fiamma Acicatena”, massima espressione calcistica cittadina di allora, la formazione catenota, dopo la storica promozione in serie D dell’11 Giugno 2006, ha abbandonato il vecchio impianto del “Nino Bottino” (incastonato nel cuore pulsante della città) per giocare le proprie partite casalinghe nel nuovo stadio “Polivalente” da 5.000 posti, situato nella frazione di Aci San Filippo.

Gli anni ’70, ’80 e ’90

Sin dalla sua fondazione l’ACRD Acicatena Calcio non ha mai calcato campionati calcistici nazionali. Dalla sua nascita, infatti, fino alle soglie del nuovo millennio, la formazione biancorossa partecipò a tutti i campionati dilettantistici minori siciliani, arrivando nel suo massimo storico nel decennio 1990-2000, quando la squadra catenota faceva la spola tra i campionati di Prima Categoria e di Promozione. Erano i tempi dei presidenti Mauro Barbagallo prima e Rosario Sorbello poi, dei segretari Giuseppe Maugeri e Carmelo Indelicato su tutti e degli allenatori Giuseppe Vecchio e Orazio Barbagallo, volti storici della città del limone verdello che, purtroppo, non riuscivano a consolidare e mantenere una categoria adeguata al patrimonio calcistico catenoto.

Gli anni 2000

L’andamento della squadra restò sempre altalenante tra promozioni e restrocessioni, fino a quando nella stagione 2000/2001 avvenne una svolta societaria fondamentale: il sodalizio catenoto viene rilevato da una cordata guidata dal professore/imprenditore Sebastiano Strano, collaborato da Concetto e Mario Napoli, Rodolfo Marletta, Orazio Guarrera e Pippo Pennisi. Al primo anno in Prima Categoria, grazie al nuovo tecnico Lucio Tosto e alle reti dell’esperto bomber Venero Donzuso e di un giovanissimo Daniele Costa, la squadra catenota frantumò tutti i record conquistando il ritorno nel campionato di Promozione con molti mesi di anticipo rispetto la fine del campionato. Le ambizioni della nuova società portarono ad un ulteriore potenziamento dell’organico per il nuovo campionato, ed in breve tempo arrivarono ad Aci Catena fior di calciatori che rafforzarono una rosa già competitiva. L’attaccante biancorosso Giovanni Russo divenne il capocannoniere del campionato, ma la squadra, dopo un inizio stentato per pesanti squalifiche di alcuni importanti calciatori, si classificò soltanto al terzo posto, alle spalle del promosso Canicattini e del Palazzolo. La squadra catenota disputò i play-off pareggiando in campo neutro contro lo Scicli, superando il turno per il miglior piazzamento in campionato rispetto ai cremisi. A questo punto finalissima contro il Palazzolo. Dopo il primo rinvio della gara (che si doveva giocare a Carlentini, ma non fu disputata per motivi di sicurezza vista l’affluenza incredibilmente numerosa dei tifosi catenoti) la partita si svolse sul neutro di Enna: l’Acicatena subì pesanti torti arbitrali, come testimoniarono poi le immaggini delle televisioni locali, e la partita finì in pareggio 2-2, con la conseguente promozione nel campionato di Eccellenza del Palazzolo, in virtù del miglior piazzamento in campionato. La dirigenza non si diede per vinta e, inoltrata la domanda di ripescaggio, alla fine ottenne quello che voleva: l’ACRD Acicatena Calcio 1973 fu promosso per la prima volta nella sua storia nel campionato regionale di Eccellenza.

Al primo anno d’Eccellenza, complice anche l’inesperienza, l’Acicatena ebbe una partenza a dir poco disastrosa: la squadra, dopo il girone di andata, era relegata all’ultimo posto con appena 12 punti in classifica. Ma la società, nel mercato invernale, corse ai ripari portando ad Aci Catena calciatori di categoria che elevarono notevolmente il tasso tecnico delle squadra catenota. La salvezza passò tra la passionale bolgia del vecchio comunale “Nino Bottino”: nel girone di ritorno l’Acicatena vinse quasi tutte le partite, collezionando nella seconda parte del campionato, ben ventotto punti che significarono salvezza matematica. Ma il film della stagione non finì così perché la Disciplinare della Lega Siciliana, con un’incredibile decisione, presa un mese dopo la fine dei campionati e dei play-out, costrinse l’Acicatena allo spareggio salvezza contro il Real Messina al posto del Tortorici. La società catenota andò su tutte le furie, ma non si tirò indietro e dopo aver richiamato i giocatori dalle proprie meritate vacanze affrontò i play-out nel campo neutro di Siracusa pareggiando 0-0 ri-conquistando quella salvezza ottenuta un mese prima.

(In alto da sx: Stuto, Ricca, Richichi, Mammana, Sciuto, Dentice; in basso da sx: Catania, Foti, Finocchiaro, Costa, Napoli)

Il consolidamento in Eccellenza ed il salto in serie D

Dalla stagione successiva l’Acicatena si consolidò come una delle realtà più importante nel campionato di Eccellenza e difatti nei due anni seguenti furono importanti le partecipazioni ai play-off: nella stagione 2003-04, dopo aver battuto in semifinale l’Orlandina, l’Acicatena arrivò alla finalissima regionale contro il Comiso, sul campo neutro di Caltanissetta, ma perse per 2-1 con molte polemiche per una direzione arbitrale alquanto dubbia; invece nella stagione 2004-05, dopo un’estate un pò turbolenta con dei conseguenti addii eccellenti, la squadra catenota arrivò di nuovo ai play-off, dopo lo spareggio vinto per 1-0 contro il Trecastagni dell’ex Lucio Tosto allo stadio “Dino Liotta” di Licata, ma pareggiò per 0-0 in semifinale contro il Villafranca Tirrena e fu eliminata.

(In alto da sx: Napoli, Stuto, Ricca, Ardizzone, Runza; in basso da sx: Litteri, Catania, Guarrera, Alì, Costa)

Dopo i due play-off persi, la società allora decise di potenziare di nuovo l’organico per puntare senza mezzi termini al salto in serie D. La squadra fu allestita secondo le pretese iniziali ma, complice alcune partite perse in malo modo, si arrivò solo al 3° posto alle spalle del Paternò e del Trecastagni: ai play-off, però, la squadra biancorossa si compattò come non mai ed in seminfinale sconfisse l’Atletico Tremestieri (sul neutro di Lentini) ed in finale battè il Trecastagni (sul neutro di Gliaca di Piraino) accedendo per la prima volta alla fase nazionale dei play-off. In semifinale l’Acicatena incontra l’Olympia Agnonese, squadra di Agnone (Isernia),regolandola con due vittorie (2-3 in trasferta e 3-1 in casa) arrivando nella finalissima nazionale contro la formazione pugliese del Fasano, tra le cui file spicca il talento tutto catenoto di Daniele Sisalli (scherzi del destino) e del bomber Insanguine. L’andata si gioca a Fasano e qui la squadra di casa riesce a vincere per 2-1, lasciando difatti aperte le speranze di promozione dei catenoti. Dopo alcune polemiche durante la settimana, il ritorno si gioca nella bolgia stracolma del “Nino Bottino” e qui, con una prestazione da cuore oltre l’ostacolo, l’Acicatena strapazzò i pugliesi per 3-0 (goal storici di Rosario Patti, Daniele Costa e Carmelo Ricca), venendo promossa per la prima volta nella sua storia in serie D.

(I gladiatori della promozione. In alto da sx: Di Mauro, Dentice, Murabito, Ardizzone, Patti, Celso, Mammana, Napoli, Sciuto, Natoli, mister Lucio Tosto; in basso da sx: Richichi, Costa, Ricca, Ranno, Ventura, Catania, Leonardi, Torrisi)

Gli anni in serie D

Al primo anno di serie D la squadra fu rinforzata benissimo in difesa ma non altrettanto negli altri ruoli: così facendo non si partì col piglio giusto e a fine girone d’andata la formazione biancorossa era in piena zona play-out a quota 16 punti. Urgeva un cambio di rotta, così la società esonerò lo storico allenatore Lucio Tosto e chiamò al suo posto l’esperto Pippo Strano che in tutto il girone di ritorno raccolse ben 22 punti che, comunque, non salvarono dai play-out la formazione catenota. Gli spareggi si sarebbero giocati contro la difficile formazione del Licata e, come se non bastasse, arrivarono pure le inspiegabili dimissioni dell’allenatore, che buttò nel caos l’intera squadra. La dirigenza restò calma e affidò la guida tecnica all’esperto difensore Michele Cataldi che lavorò sulla testa dei ragazzi, conquistando la difficilissima salvezza con una sconfitta per 2-1 a Licata e una vittoria per 3-0 ad Aci Catena.

(In alto da sx: Di Mauro, Porchia, Cataldi, Cocuzza, Privitera, Pipitò; in basso da sx: Melino, Assenzio, Costa, Aleo, Benedettino)

Al secondo anno di Serie D, la panchina fu affidata di nuovo a Michele Cataldi che, nonostante una squadra rinforzata in tutti i settori, non decollò mai e a metà girone d’andata fu esonerato e sostituito da Rosario Foti, catenoto doc ed allenatore di provata esperienza in serie C e serie D. Con mister Foti la squadra decollò nel gioco e nei risultati, conquistando all’ultima giornata contro il Vittoria una meritata salvezza, senza passare dai play-out.

(In alto da sx: Napoli, Caruso, Giacobbe, Cocuzza, Infantino, Cutrufello; in basso da sx: Melino, Amico, Nasca, Assenzio, Costa)

L’estate che seguirà a questa seconda salvezza consecutiva, però, sarà una delle più calde e agitate nella storia del club biancorosso, visto il rischio fallimento che diventerà molto più di un’ipotesi. Il pericolo fortunatamente sarà scongiurato, grazie all’ingresso in società dei nuovi soci Giuseppe Sorbello e Michele Puglisi che, assieme a Sebastiano Strano, riconsegnano la guida tecnica all’esperto Rosario Foti e, dopo aver confermato pochi elementi della stagione precedente, allestiscono una squadra fatta per lo più da giocatori juniores col solo obbiettivo di riconquistare la terza salvezza consecutiva in serie D e, così facendo, arriva la stagione che non ti aspetti: salvezza conquistata con molte giornate d’anticipo, record di punti in serie D (ben 46 punti), imbattibilità casalinga per tutta la stagione (sconfitte tutte le prime della classe) e zona play-off conquistata per tre settimane consecutive.

(Da sx: Caruso, Platania, Capriglione, Ferrara, Basile, Nardo, Melino, Marziale, Manca, Cutrufello, Costa)

Il ritorno in Eccellenza

Dopo ben quattro anni in serie D, la stagione 2009/10 è amara per i colori biancorossi. In estate si assiste di nuovo al tam tam d’informazioni tra fallimenti e vendita di titoli sportivi che si concluderà con l’iscrizione della squadra in extremis, sempre in Serie D affidata di nuovo a mister Rosario Foti, ma con una rosa molto ridimensionata e giovane. Nonostante la buona voltontà, i giocatori non si compattano portando alle dimissioni mister Foti. Al suo posto arrivò di nuovo lo storico mister della promozione in serie D, Lucio Tosto, ma il suo ingresso non portò un input alla squadra e dopo pochi mesi di sconfitte e pareggi, l’Acicatena retrocede mestamente in Eccellenza al terz’ultimo posto, non passando nemmeno dai play-out visto il distacco superiore a 10 punti contro la diretta concorrente e facendosi squalificare il terreno di gioco amico per un anno, a causa degli incidenti nel dopo gara contro la Nissa (partita persa per 1-2 in casa).

Al primo d’Eccellenza, stagione 2010/11 l’Acicatena è un cantiere aperto: la squadra, composta da molti giovani sopratutto catenoti, verrà assemblata in corso d’opera durante il campionato e, vista la squalifica di campo in corso, sarà costretta a giocare un’intero anno in trasferta e quasi sempre a porte chiuse. Nonostante le molteplici difficoltà la squadra pratica un bel calcio, e in barba agli scettici, conquista a mani basse una salvezza che pochi credevano realizzabile.

(In alto da sx: mister Lucio Tosto, Napoli, Gerbino, Fornaio, Abate, Femiano F., Esposito; in basso da sx: Platanìa, Mirabella, Trovato, Aleo, Sanfilippo)

Nella stagione 2011/12 si ricompone una squadra capace di puntare alle zone alte della classifica ma, nonostante ad agosto si allestisca una buona squadra capace di lottare per l’obiettivo, a novembre la società decide di ridimensionare l’organico cedendo tutti i pezzi pregiati ad altre società e rimpolpando la rosa con tantissimi giovani. Il campionato, veramente di bassa caratura, vive solo della lotta a due al vertice tra Città di Messina e Ragusa, che praticamente fanno campionato a se stante costrigendo tutte le formazioni a raggiungere i punti giusti per la salvezza (il distacco è stato così tanto dalle altre da non far disputare nemmeno i play-off). In tutto ciò l’Acicatena, abbandonata dalla dirigenza per chissà quale motivo, vive quattro mesi paradossali da gennaio ad aprile: in una situazione di completa autogestione e spartizione delle forze per i pochi rimasti (determinanti in tal senso furono Salvatore Giuffrida, Nino Maugeri e Angelo Vitale) i ragazzi di mister Marco Coppa raggiunsero la salvezza con alcune giornate d’anticipo sorprendendo tutti gli addetti ai lavori.

(In alto da sx: Salvatore Giuffrida, mister Marco Coppa, Saia, Campanella, Mannino, Patti, Giuffrida, Vadalà, Tosto, Sciacca, Nino Maugeri, Angelo Vitale; in basso da sx: Marziale, Emanuele, Tutone, Reitano, Belfiore, Barcellona)

Crollo in Terza Categoria

Nonostante la salvezza acquisita ed il diritto a partecipare al successivo campionato di Eccellenza 2012-13, la dirigenza proprietaria del titolo, per varie controversie con la nuova amministrazione comunale e per i costi eccessivi che non poteva supportare, decide di rinunciare all’iscrizione nel campionato d’Eccellenza e, con molta sorpresa di tutti e senza far fallire il titolo sportivo, decide di ripartire dalla 3° Categoria provinciale conservando così sia l’anzianità di affiliazione (16-08-1963) sia il numero di matricola (73457). Nonostante si è una nobile decaduta del calcio siciliano, l’esordio in Terza Categoria è uno schock per i biancorossi: una serie di sconfitte iniziali e una situazione societaria poco chiara portano ad una svolta epocale per il club biancorosso: dopo 12 anni di grandissimi successi tra tutti l’approdo in serie D ma anche di gravi sconfitte, tra cui la perdita dell’iscrizione nel campionato di Eccellenza regionale, Sebastiano Strano lascia il club catenoto dove subentrano Stefano Giuffrida e Rosario Reitano. I nuovi proprietari affidano la guida tecnica ad una gloria del calcio catenoto come Orazio “blisset” Santocono e compongono una squadra fatta di tanti ex calciatori catenoti e giovani promettenti quasi tutti provenienti dalla città del limone verdello.